INTERVISTA A FLAVIO SECCHI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico-musicale?

Ho iniziato a suonare la chitarra da bambino, a otto anni. Mi ha insegnato mio padre.
A scrivere in rima ho iniziato alle elementari. Scrivevo filastrocche per i miei amici.

Quali musicisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Sono moltissimi…

Io sono appassionato di musica a 360° e ho degli artisti preferiti in più generi, per così dire.

Parlando di cantautori, i primi nomi che mi vengono in mente sono Dalla, De Andrè, De Gregori, e i più recenti Fabi, Gazzè…

In ambito chitarristico ho sempre amato Paco De Lucia, Carlos Santana, Wes Montgomery e tanti altri.

Per quanto riguarda la poesia, mi piace moltissimo Walt Whitman, e, tra i “nostri” ho una gran passione per Ungaretti.

Cosa cerchi dalla musica?

La musica è ciò che ho sempre voluto fare della mia vita da che io ricordi.

Non saprei chiederle qualcosa di particolare, se non; un po’ prosaicamente, di continuare ad essere il centro e il motore della mia vita.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Mah, io credo che la ricerca più profonda e impegnativa per ogni musicista, e forse per ogni artista in generale sia la ricerca del proprio suono, della propria voce, della propria poetica.

Non dico che lo studio dei linguaggi e della tecnica non siano impegnativi, tutt’altro.

Ma niente mi rapisce e mi impegna e forse addirittura mi “ossessiona” come la ricerca di quel ME STESSO che rende l’arte una cosa viva e irripetibile.

Qual’è il tuo rapporto con le case discografiche e che possibilità ci sono di emergere?

Posso parlare del rapporto che ho con la mia casa discografica, La Compagnia di Donida, che è ottimo.

Lavoriamo in grande armonia e unità di vedute.

In questo mi ritengo molto fortunato.

Si è creato un bel rapporto umano e mi sento molto valorizzato come artista.

Le possibilità di emergere nell’ambito INDIE sono legate a vari fattori: ci vuole un progetto solido, con dei contenuti veri, un team che lavora in sinergia, e la costanza e la voglia di crederci fino in fondo anche nei momenti in cui i risultati tardano un po’ ad arrivare.

E poi ci vuole, credo, anche un pizzico di fortuna.

Cosa consiglieresti ad un musicista che vorrebbe vivere di musica?

Gli consiglierei di lavorare sodo, di dedicarcisi con tutto sé stesso, ricordando in prima persona che la musica è una magnifica passione, ma, se si vuole che diventi un lavoro, deve essere affrontata come un lavoro.

Gli consiglierei di studiare, di non farsi abbagliare dalle apparenze e di mantenere sempre i piedi per terra, nel giusto equilibrio di fiducia in sé stesso e umiltà.

sito: www.flaviosecchi.it

Per poter ascoltare la sua canzone e votare nel caso in cui vi piaccia, questo è il Link: https://www.facebook.com/musicultura/app/268265720013681/?app_data=serial-secchi Buon ascolto.

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Francesco Cogoni.