INTERVISTA A FABRIZIO MELODIA

 intervista allo scrittore Fabrizio Melodia

Come nasce la tua passione per la fotografia e per la scrittura?

La scrittura nasce dalla mia grande passione per la lettura e la voglia di raccontare le mie storie.

La fotografia entra quasi per caso nella mia vita e ci rimane di prepotenza.

Due linguaggi diversi per narrare la struttura del reale attraverso l’irreale.

Le vedi come due attività collegate o sono completamente estranee l’una dall’altra?

Tutto è estremamente collegato pur essendo linguaggi e pratiche diverse.

Entrambi i linguaggi, usano modi diversi per uno scopo comune, esplorare i limiti del linguaggio e chiarificare ciò che è oscuro.

Ci sono artisti che preferiscono problematizzare, o rendere volutamente oscuro ciò che esprimono, come vedi questo genere di artisti?

Ogni artista ha il proprio percorso e il proprio linguaggio, la propria poetica e il proprio stile.

Ritengo che ognuno di noi debba esplorare i propri limiti ed essere estremamente onesto con se stesso.

E se la propria onestá porta all’oscuritá, è solo una tappa di un percorso infinito che dura tutta una vita, sicuramente non un percorso iniziatico.

Quanta influenza ha sul tuo prodotto artistico la conoscenza acquisita in ambito filosofico?

Ahahahah è nato prima l’uovo o la gallina?!

Decisamente amo la gallina lessa e l’uovo in camicia.

Scherzi a parte ma nemmeno tanto, la mia formazione filosofica è fondamentale, in quanto io pratico la filosofia per mezzo dei medium che trovo più congeniali, quali scrittura, fotografia e anche videomaking.

Il “lasciatemi divertire” di Palazzeschi per me è un gioco tragicomicamente dionisiaco, fare arte è danzare sull’abisso del nulla con ali fatte di vento e amore.

La libertà è un elemento fondamentale, qualcuno dice che la libertà assoluta genera mostri perché non si sa volere, cosa pensi di un’affermazione come questa?

La libertá assoluta, ovvero staccata da ogni contesto, semplicemente non esiste. Ogni entitá vivente, dal sassolino sul selciato alle onde gravitazionali generate dalla collisione di due buchi neri, è relazione. Vivere è relazione.

La libertá dell’arbitrio è sempre in relazione a qualcos’altro.

Noi siamo imperfetti viaggiatori persi in un infinito e periodico labirinto, come afferma Borges.

L’importante è non relegare mai le nostre scelte personali. Il come vivere lo decidiamo noi.

Cosa consiglieresti di leggere a chi volesse avvicinarsi alla tua produzione letteraria ?

Il mio blog Astrofilosofo, of course. I miei due saggi sulla fantascienza “Seconda stella a destra. La via della pace nella serie televisiva Star Trek:The Next Generation” (Cleup Editore) e “Canto l’uomo d’acciaio” (Il Filo Editore) sono ormai fuori catalogo….

Come vedi il mondo dell’editoria?

E ultima domanda: cosa consiglieresti ad un giovane che vuole mantenersi con la scrittura e con la fotografia?

Racchiudo le due domande con una risposta: da autoeditore, vedo l’editoria nostrana come una giungla piena di prede e di predatori. Bisogna sapersi adattare molto, con costanza e impegno, per potersi costruire una propria identitá e una fonte di guadagno.

Per questo secondo aspetto, non sono la persona più indicata per suggerire qualcosa, in quanto io per primo non m’impegno affatto a guadagnare qualcosa con la mia scrittura, attivitá che svolgo per necessitá fisica e puro piacere.

Per la fotografia, consiglio invece di seguire corsi e professionalizzarsi al massimo in continuo.

È un settore che può donare grandi soddisfazioni.

Blog ufficiale: http://astrofilosofo.blogspot.it/

Blog Facebook: https://www.facebook.com/Astrofilosofo/

Francesco Cogoni.

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