INTERVISTA A FABIO CORONA

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico fotografico?

La mia evoluzione fotografica verso una visione più artistica delle immagini è relativamente recente.

Nasce come esigenza di far vedere la Natura, il mio soggetto fotografico, non solo esteticamente ma soprattutto emotivamente: trasmettere quel pathos, quelle sensazioni che un’opera fotografica deve dare e deve lasciare.

Questo mi ha portato più ad evidenziare che a scoprire ciò che i miei occhi vedono, con la ricerca di tecniche e prospettive particolari ed inusuali.

In più, i diversi materiali di stampa oggi disponibili, aiutano a dare quel tocco artistico che possono rendere un’immagine ancora più suggestiva ed unica.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Non posso dire che qualcuno ha influito di più sul mio lavoro fotografico.

Per cercare di ottenere un mio stile fotografico personale e riconoscibile, ho cercato d’ispirarmi ad un gran numero di artisti e non solo d’ambito fotografico.

Questo per non essere imbrigliato in un’unica visione del mondo naturale che cerco di riprodurre. Fare propri differenti stili o visioni artistiche lo reputo l’elemento fondamentale del mio lavoro.

Cosa cerchi di cogliere ed esprimere attraverso la fotografia?

Trasmettere, anche in piccola parte, le emozioni che ho provato davanti alle tante bellezze che mi circondano.

Provare a vedere la Natura, la mia dea ispiratrice, con occhi differenti, cercando di congelare in uno scatto le sensazioni intense e durevoli che mi sono state donate.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Senza dubbio quella riguardante la macrofotografia.

Il micromondo è la porzione di Natura che più mi affascina: scoprire particolari di un fiore o di un insetto che normalmente neppure si notato, oltre che sorprendente, risulta molto affascinante e sbalorditivo.

Nel corso delle mie mostre dedicate, toccare con mano lo stupore e la fascinazione dei visitatori davanti alle immagini di esseri e cose piccole che li circondano ma su cui non si sono mai soffermate, è davvero appagante.

In più, per me, la macrofotografia rappresenta sempre una bella sfida nel cercare nuove prospettive, nuove composizioni, nuovi soggetti, nuove emozioni!

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Impegnativo.

Con internet la visibilità è certamente aumentata, le mie fotografie, però, nascono col fine della stampa fisica quindi la via virtuale rimane un mezzo riduttivo, seppur importante, di condivisione: vedere una mia immagine stampata è tutt’altra cosa che vederla su uno schermo.

Questa scelta fotografica mi obbliga a dovermi impegnare di più per far conoscere e soprattutto per la pubblicizzare i miei lavori: le esposizioni si sono rivelate le migliori strade per ottenere ciò.

Bisogna considerare che rispetto al passato, l’eccessiva diffusione delle immagini sta riducendo l’attenzione verso l’immagine: la tecnica di realizzazione e l’essenza dello scatto vengono quasi in secondo piano, una fotografia scompare nel giro di poche ore nel mare magnum della multimedialità.

Le agenzie fotografiche e i clienti approfittano di questa nuova situazione di vasta reperibilità iconografica per abbassare i compensi.

Si tende a sminuire la professionalità del fotografo, dimenticandosi che, anche nell’era digitale, fare fotografia ha i suoi costi e farla bene non è così semplice come si crede.

Cosa consiglieresti ad artista che vorrebbe vivere di quest’arte?

Conoscenza, costanza e caparbietà.

Conoscenza soprattutto tecnica ma non solo: fondamentale frequentare altri artisti, vedere le loro immagini, capire le loro interpretazioni, assimilare il più possibile, ottenere critiche costruttive, questi sono passi indispensabili per perfezionarsi.

Costanza nel proprio lavoro: la pratica fotografica rimane irrinunciabile per affinare e migliorare lo stile personale che s’insegue.

Caparbietà nel perseguire il proprio fine artistico nel tempo e nonostante le difficoltà che si possono incontrare.

Per questo aprirsi ai nuovi mercati emergenti; cercare di uscire dalla nostra bellissima ma, artisticamente un po’ limitante, isola; sondare le nuove vie comunicative che il futuro prossimo ci offrirà e che ci sta già offrendo.

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Sito: http://www.fabiocorona.it/

pagina facebook: https://www.facebook.com/fabiocoronafotografie/

Francesco Cogoni.