INTERVISTA A EMANUELE BOI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho sempre perso tempo a dipingere sin da bambino, però credo che il 2002 sia l’anno in cui ho iniziato a capire cosa volevo fare.

E’ l anno in cui ho iniziato a fare i graffiti.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Sono sicuramente tantissimi gli artisti che hanno influenzato il mio modo di fare, sia dal mondo della pittura tradizionale che da quello dei graffiti e dell’arte di strada, ma credo che Francis Bacon sia quello che più ha influenzato il mio approccio alla pittura.

Cosa cerchi in arte?

Quasi sempre l’azione stessa del dipingere, il gesto, il segno che lascio.

Quasi sempre la forma figurativa è un aspetto secondario per me.

Questo almeno per quanto riguarda il lavoro sulle pareti.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Per vari motivi, il tempo, il bisogno di produrre costantemente e di voler esporre, dipingo sui vari supporti.

Principalmente tela e carta.

Ma quello a cui do maggior importanza sono i lavori sulle pareti.

Soltanto sulle pareti riesco a esprimere al meglio il mio linguaggio pittorico.

Spesso però, sono realizzati in luoghi abbandonati e sconosciuti dove nessuno o quasi potrà mai vedere.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Nessuno ancora ci ha presentati.

Non sono rappresentato da nessuna galleria ma spesso chi è interessato mi contatta personalmente.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Non sono la persona adatta per questo genere di consigli, ma credo che si debba credere sempre nel proprio lavoro senza avere dubbi, il vivere d’arte sarà una conseguenza dell’attitudine al proprio lavoro.

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Francesco Cogoni. 

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