INTERVISTA A CESARE GHISELLI

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Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Trascurando l’età in cui io bambino disegnavo cavalli, poi, già ragazzo, fui incoraggiato dal critico d’arte  Francesco Arcangeli a continuare perchè presente in me, secondo lui un certo talento  da non far appassire frequentando l’Accademia. 

In seguito, scolaro dell’ingiustamente dimenticato Guidone Romagnoli pittore bolognese, ho mosso i primi e seri passi fino a realizzare mostre d’arte personali (1980 Milano galleria ” Il Mercante”,recensita su “IL GIORNO ” 30 aprile pag.10 dal critico d’arte Flaminio Gualdoni poi a sua firma riproposte sulla rivista D’ARS n.93 pag .209  e da riviste di settore) Successivamente mostra collettiva a Trento e Bologna (galleria 9 COLONNE) ancora importante personale a BOLOGNA  (galleria DUEMILA presentata dal critico Alfredo De Paz  recensita da IL RESTO DEL CARLINO di Bo)    

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Inizialmente fui pittore figurativo, ma prima M. Duchamp poi A. Burri mi hanno insegnato che tutto il mondo visibile può diventare parola utile per l’espressione pittorica.  

Così finalmente anch’io  mi sono sentito libero di usare tutto come materiale pittorico ma con il programma di essere sincero e non teatrale e di dire ai miei maestri che i miei frutti sarebbero stati piccoli ma non imitazioni.

Cosa cerchi attraverso l’arte?

Attraverso l’arte cerco di capire altri aspetti del mondo sempre sconosciuto e quanto riesco a percepirli.    

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Mi piace parlare degli anni ’70 soprattutto perché, io involontariamente pittore isolato, ho continuato il mio lavoro rifiutando la figura ma non l’immagine che deriva dalle sensazioni, sapendo che il modo stesso di parlare pittoricamente ha già un suo contenuto, così come una perizia calligrafica parla di chi ha scritto.     

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Ho sempre considerato il mercato negativamente dato che a modo suo mi ha detto che se voglio produrre un poco di cultura debbo anche spendere denaro.   

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

A chi vorrebbe vivere d’arte dico di dialogare solo con se stesso se non è abbastanza ricco (per questo motivo non ho più lavorato per circa 34 anni).

Ma internet costa poco così avviso tutti che sono pittore e vivo.

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pagina facebook: https://www.facebook.com/cesare.ghiselli.1

Francesco Cogoni.

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