INTERVISTA A CARLO MURENU

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Quando e come nasce la tua ricerca fotografica?

Da quanto ricordo non credo di aver mai cliccato una macchina fotografica da bambino, son sempre stato davanti all’obbiettivo e mai dietro la fotocamera.

La passione è nata 10 anni fa, avendo occasione di prendere in mano una piccola compatta e scattare foto tra un escursione e l’altra per le spiagge della Sardegna.

Notai da subito quanto la fotografia si avvicinasse alla mia passione per l’esplorazione ed è da quel momento che decisi di portare una macchina fotografica sempre con me; ogni volta che mi sentivo bene a contatto della natura, lontano da preoccupazioni e distrazioni, io registravo quel momento.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?

La fotografia di paesaggio ha avuto un ruolo praticamente assoluto durante la mia crescita fotografica e per ora rimane sicuramente il genere che preferisco e con cui mi rapporto meglio.

Il mio interesse verso il reportage e la fotografia di viaggio sta crescendo sempre di più e se continuassi in futuro a viaggiare credo che possa diventare il genere che più mi stimoli soprattutto a superare le difficoltà che essa comporta.

Cosa cerchi di cogliere attraverso la fotografia?

Quando scatto e ho la scelta totale sul dove, quando e come cerco sempre innanzitutto di essere a mio agio.

Non concepisco la fotografia solamente come un hobby della domenica o come un lavoro automatico che con l’avanzare del tempo altro non diventerebbe se non noia allo stato puro.

Faccio fotografia per molte ragioni, la principale è quella di trovarmi in relax ed essere felice, senza questo prerequisito la mia passione svanirebbe in un istante.

Ciò che amo di più è la natura e tutte le sue forme di espressione e condizioni di luce.

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C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare?

Ho avuto la fortuna di viaggiare un po durante questi ultimi anni e soprattutto con le esperienze di volontariato europeo ho avuto occasione di vivere per tanti mesi fuori dall’Italia, in paesi con tradizioni, cultura e popoli a me totalmente sconosciuti.

E’ stato per me uno stimolo fortissimo e tramite proprio la fotografia sono riuscito ad abbattere un po la barriera della paura e timidezza e confrontarmi con tantissime situazioni e persone riuscendo a capire quante emozioni si possono contare dietro un piccolo clic.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato?

Non credo sia un vero rapporto al momento, dal mio genere di fotografia soprattutto nel contesto economico al momento non può essere considerato sostanziale.

Proprio per questo mi son sempre informato e fatto pratica in altri generi che il mercato richiede di più come la fotografia di cerimonie e di immobili.

Tra le soddisfazioni più grandi ci sono sicuramente alcune pubblicazioni tra cui National Geographic Italia su rivista e gallerie online, National Geographic society, il libro Nepal424 e la pubblicazione sul libro dedicato alle montagne dei 5 continenti Der Autem Der Berge.

Cosa consiglieresti ad un fotografo che vorrebbe vivere di questa forma d’arte?

Sicuramente perseveranza in quel che si fa. Un consiglio banale ma non ho molto da dire, sicuramente la fotografia al giorno d’oggi è uno dei tanti mercati saturi e si torna sempre agli stessi discorsi ma, in Italia si

trova ancora meno spazio, soprattutto chi non ha i contatti giusti. Ci vuole sicuramente passione e pazienza, senza questi prerequisiti non si va lontano.

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Francesco Cogoni.