Intervista ad Antonio Deidda

Oggi vi presento Antonio Deidda, parlare del suo percorso non è semplice perché è eclettico e molto vario, perciò lascerò la parola a lui, subito dopo il link ad un lavoro per la Guinnes dalla sua pagina instagram:
Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Non c’è una data per tutto, certe cose son difficili da catalogare, posso dirti che i primi progetti concreti prendono vita dal 2007 ma effettivamente son sempre stato un artista dentro di me.
Fin dalle elementari ho disegnato ed ascoltato musica, crescendo poi si è concretizzata la passione musicale tra una skateata e l’altra, le tape ed i primi mp3.
Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?
che da quanto ho potuto vedere spazia dalla musica alla fotografia sino alla digital art!
Penso fosse un caso, non ho scelto e non ho preso i miei gusti artistico/musicali dai miei genitori, ricordo che nel 96, all’epoca ero un bambino di 8 anni per puro caso ebbi la fortuna di scovare tra i primi cd pirata un disco di snoop dogg “doggystyle” e “cosí com’è” degli articolo31, di cui disegnai anche la copertina a mano, penso sia stata quella la scintilla.
Ho sempre guardato con interesse tanti generi, ho avuto il mio periodo metal, crossover, elettronico ma le sonorità hip hop funk e di black music mi hanno sempre attirato.
Guardavo i video, dovevo scovarli, youtube è stata una benedizione, ero attirato da quei suoni e da quel tipo di immagine, il writing la street art, passavo ore a disegnare e taggare ogni cosa mi passasse per mano.
I miei percorsi son sempre stati incrociati, arti grafiche, video e musica, ho sempre creato le mie cover, ne ho create anche per altri artisti con cui collaboravo, ho prodotto diversi brani.
Ho cercato di scindere le due cose, evitando di creare tutto il pacchetto, contrariamente alle mie pubblicazioni.
Successivamente, per questioni lavorative, caratteristiche personali e di carattere ho iniziato a studiare un approccio più commerciale del tutto, cercando di estrapolare e comunicare sia con la digital art sia con la musica.
È estremamente difficile far coincidere i due percorsi ma non sono intenzionato a lasciarne neanche uno.
Cosa ti preme comunicare attraverso le forme d’arte che utilizzi?
la digital art è un espressione visiva, video illustrazioni creazione di ambienti tramite tecniche di matte paint e 3D, la musica è tutt’altra roba.
Ho un approccio molto commerciale, che non esclude il gusto personale, credo che il mio focus sia comunicare sempre e comunque attraverso il “bello” a volte fuori dai canoni della società, a volte entro i canoni ma in maniera diversa, mi aiuta la ricerca e per questo devo ringraziare internet, nuove tecnologie, nuove tecniche, riuscire a raggiungere solo con un computer l’avanguardia che altrimenti non conoscerei.
Per trasmettere devi livellare i metodi ed i canali di comunicazione, ho sempre ragionato come se dovessi avere i famosi “25 lettori” alla Manzoni, ma crescendo ho cambiato il mio modo di vedere le cose, non ho un messaggio da inviare, ma quando ho qualcosa da trasmettere o qualcuno ha qualcosa da trasmettere studio il modo migliore per far si che esattamente quel messaggio possa essere recepito da più persone possibili, senza scendere nella banalità, senza cadere nel trash, ma semplicemente utilizzando dei canali giusti per il target di destinazione.
C’è qualche parte del tuo percorso di cui vorresti parlare in particolare?
Sono in fase di crescita e spero di rimaner sempre in questo stato di fame e ricerca del miglioramento, attualmente sto lavorando ad alcune pubblicazioni musicali, e facendo collimare le tecniche che ho acquisito sulla digital art in progetti cinematic dove posso utilizzare in egual modo illustrazione, visual fx, riprese video, photoshop ed il 3D.
Qual è il tuo rapporto con il mercato?
Musicalmente non ho un vero e proprio rapporto, ho pubblicato in europa ed in america, qualche intervista ma non vivo di musica. La digital Art è il ramo che sto curando lavorativamente parlando, curo gli aspetti pubblicitari, di promozione online, e tanto altro.
Mi sto specializzando in modo tale che possa creare qualunque richiesta visuale e digitale mi venga richiesta.
Il mio percorso è in continuo sviluppo, ho dato una sterzata netta alla mia vita lasciando lavoro, trasferendomi e investendo su questa mia passione notti insonni pur di farla diventare la mia professione, sto raccogliendo i miei frutti.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte, sia essa visiva o sonora?
Non voglio dire le solite cose che si leggono, innovazione, passione, amore.. quelle a parer mio sono cose scontate e se non ci sono… bhe state sbagliando strada. Il consiglio che mi sento di dare è soltanto: studiate, siate curiosi e credete in Voi stessi, è importante estraniarsi da se stessi a volte, guardare da lontano la nostra persona e criticarla, scovare i punti deboli per fare un piano d’azione, entrare in empatia col Cliente e mettere a disposizione le vostre capacità senza mai rinunciare alla vostra identità.
Oggi più che mai è importante leggersi dentro, il lavoro sicuro non esiste più, coltivare e studiare per se stessi porterà i suoi frutti se si è decisi nel percorso da intraprendere.
Di seguito il link al video musicale “spirito sardo” ed il sito.
Francesco Cogoni.
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