Intervista ad Antonello Tagliafierro

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Da sempre ho sentito la necessità di esprimermi attraverso segni e  disegni, scelsi di iscrivermi alla scuola d’arte e successivamente all’accademia di belle arti sperando di  conoscere ed arricchire sempre più gli aspetti necessari alla formazione di un amante del fare arte.

Nel 1975 una piccola, ma conosciuta galleria d’arte di Scafati  in provincia di Salerno gestita da un vero coraggioso, ospita la mia prima mostra  personale.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Mia nonna era sarta e aveva il laboratorio con le sue discepole in casa.

Sono cresciuto in pratica in un clima particolare fra riviste di moda di allora e i vari strumenti necessari alla creazione di abiti da donna ,in particolare quelli da sposa.

Quando per caso sfogliando una rivista, avevo all’incirca dieci anni, vidi pubblicata l’opera di Man Ray “Cadeau”, rimasi fulminato e allo stesso tempo super affascinato da come un artista aveva trasformato un oggetto a me fortemente familiare in una vera e propria opera d’arte.

L’affermazione di Man Ray: Dipingo quello che non posso fotografare e fotografo quello che non posso dipingere, rimane per me una delle più autentiche opere del xx secolo.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

L’artista da sempre si e posto l’obbiettivo di migliorare la qualità della vita, si pensi solo per un attimo alla tristezza di questo pianeta senza l’arte.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

Varie sono le tematiche affrontate, tutte legate da un sottilissimo filo, l’aspetto che più appare è quello legato al concetto di mutamento, trasformazione della materia che nonostante sia registrabile visivamente non stravolge totalmente l’opera rendendola sempre riconoscibile nel tempo.

Un po’ come avviene per l’uomo, il tempo lo cambia in alcuni aspetti ma lo si riconosce sempre.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Non vi è fenomeno più strano che il mercato dell’arte, ha delle regole non regole e non sempre una affermazione di mercato corrisponde alla qualità e viceversa.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Vivere d’arte in questo paese oggi è quasi impossibile. Ad un giovane con talento consiglio di fare armi e bagagli e di orientarsi verso un paese dove le opportunità e la economia consentano di farsi valere e perché no specie in termini economici.

Profilo facebook: https://www.facebook.com/antonello.tagliafierro

Francesco Cogoni.

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