Intervista ad Alfredo Dante Vallesi

t h e . h u m a n . c o n d i t i o n N A R C I S O 84×70 cm mixed media on wood
  
Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Comincio a disegnare in tenera età, guardando mio padre dipingere ad olio ma forse ero più attratto dall’odore dei colori che non dal disegno.
Poi, dimenticai tutto.

Per arrivare al collage, alla figura e al colore ci sono voluti anni di tutt’altro: dalla musica all’archeologia alla fotografia.
Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?
Avendo avuto un percorso estremamente frastagliato i miei riferimenti vengono da tutto quello che ho amato e odiato nel corso degli anni, dalla cultura pop alla mitologia greca passando per la storia dell’arte.
La fotografia è stato il mio percorso di studi ed insieme il grande amore prima del collage, una storia lunga ed intensa fatta di studio, lavoro e ricerca.
Ma due sono stati i momenti chiave che hanno ridotto in frantumi la mia relazione con la macchina fotografica: 
il primo quando stampai per la prima mostra: il pessimo rapporto con la mia pazienza;
il toccare con mano la distanza tra lo scatto e l’opera finita fu davvero insopportabile;  
il secondo durante l’allestimento della mia ultima personale a Roma, mentre stavano smontando una collettiva di artisti latino americani.
Di fronte ad un collage di Mauricio Garrido ho sentito come sgretolarsi la terra sotto i piedi;
in quel caos di colori e ritagli ho rivisto la parte più intima, più irrequieta e più fragile di me: una parte che avevo sempre cercato di difendere attraverso una ricerca formale ed estetica “composta” ed (ingenuamente) inattaccabile.
Quel collage era come un cesto di giocattoli rovesciati in terra e disposti in modo da ricostruire un senso, il senso della (sua) vita probabilmente..o chissà quale.
Per la prima volta ero davanti a qualcosa di realmente incomprensibile, di incomunicabile eppure mi arrivava addosso tutta la potenza di quel linguaggio: un linguaggio senza lingua ne popolo.
Cosa cerchi attraverso la tua arte?
Cerco di dare un senso alla mia esistenza, un po’ come tutti.
C’è chi lo fa attraverso la religione, chi attraverso la scienza, io lo faccio con la carta, il vinavil e i colori.
A M O R F A T I # 5 70 X 100 cm Acrilic paint + mixed media on wood
C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?
Nello specifico la mia è una sorta di ricerca archeologica fantastica, esplosa, una sorta di “revisionismo storico” sulla falsa riga di come la memoria tenta di ricostruire il ricordo. 
Ogni volta che lo raccontiamo il ricordo si arricchisce di elementi, sfumature, dettagli e passaggi spesso inediti.
E più lo si racconta più questi elementi narrativi si stratificano costruendo di fatto una narrazione che ben poco ha a che vedere con l’accaduto “reale”.
Il ricordo è la cellula, il racconto del ricordo è l’organismo vivente.
I miei lavori si basano essenzialmente su questo principio.
Qual è il tuo rapporto con il mercato?
Sono completamente indipendente e slegato dal mercato dell’arte ma è solo una condizione temporanea.
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Vivere d’arte è duro ma la condizione dell’artista, il poter fare ricerca artistica, è pur sempre una condizione di privilegio.
Quindi il mio consiglio è quello di accettare il proprio privilegio senza piangersi addosso, lavorare duro ma sopratutto darsi la possibilità di sbagliare.
A M O R F A T I # 2 56 X 70 cm mixed media on wood

Contatti:
https://www.instagram.com/a.l.f.r.e.d.o.d.a.n.t.e/
https://www.facebook.com/Alfredo-Dante-Vallesi
Il sito è in fase di allestimento ma te lo lascio ugualmente
www.alfredodantevallesi.com