Intervista ad Alessio Zucca

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Ho sempre disegnato o dipinto, è sempre stato nel mio quotidiano e continua ad esserlo, la vera scintilla forse è arrivata durante il Liceo artistico, quando ho iniziato a capire cosa volessero dire realmente le opere sui libri, non bastava più solo guardarle.

Poi arrivare ad analizzare l’astrattismo ha segnato forse il vero inizio, da quel momento ho provato a sperimentare anche io.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Insieme agli artisti nei musei i professori d’indirizzo sono sicuramente fra le persone che mi hanno influenzato maggiormente, continuo a ritrovarmi in mano molti loro insegnamenti e dritte; poi le persone conosciute al di fuori di un contesto scolastico, avere la possibilità di collaborare con un’organizzazione come UrbanCenter ha aiutato e continua a farlo.

L’essere stato per qualche tempo all’estero poi mi ha dato una bella scossa, il vivere in contesti diversi dal solito, con culture diverse da quello che sono abituato a vedere hanno sicuramente influenzato la mia produzione ed il mio pensare.  

La più grande influenza rimane comunque il quotidiano, quello che mi succede intorno è sicuramente il fulcro del mio pensiero, il dettaglio è importante.

Cosa cerchi attraverso la tua pittura?

Forse cerco di raccontare una scena o meglio, il contesto in cui qualcosa succede, l’atmosfera di un momento; ognuno ha un suo punto di vista sulle cose e di conseguenza anche la lettura dei quadri cambia in base al tuo punto di vista, io cerco di dare quello che per me sembra la giusta ambientazione per la tua scena, non c’è un regista unico che dirige cosa succederà.

 

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

Mi affascina il dettaglio che compone una scena più grande e complessa, vedere la realtà come una sorta di composizione di tanti piccoli astratti.

Questo per ora, però non saprei cos’altro dire forse, non so dove vorrei farmi portare dalla mia ricerca e nemmeno a che punto mi trovo, sto semplicemente vivendo e la mia pittura è semplicemente come io parlo agli altri delle cose che mi succedono e che succedono attorno a me.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Sto provando ad approcciarmici relativamente da poco tempo, non produco con l’intento unico di vendere, la necessità primaria è una personale ricerca espressiva, quasi un dovere nei miei confronti. 

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Non vivo d’arte attualmente, non saprei che dire, posso solo dare un consiglio forse, una personale dritta, vivi a pieno la tua espressività e la tua particolare sensibilità per le cose, sii rispettoso della tua Persona e non deluderti.

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Francesco Cogoni.