Intervista ad Alessandro Papetti

Pelle,2014,olio su tela,cm. 200×330 

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Nasce da bambino e si sviluppa nell’arco degli anni in modo assolutamente autonomo.

Condizionato dalla volontà di mio padre, il mio percorso scolastico non ha mai compreso nessun indirizzo artistico.

Per sua volontà, fino alla maggiore età, sono stato spinto a fare il liceo classico ma durante tutto questo periodo non ho mai smesso di disegnare e dipingere e per questi motivi dopo la maturità non ho più sentito l’esigenza di iscrivermi ad un’accademia di Belle Arti.

Così come iniziato, ho proseguito da solo.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Dal punto di vista degli artisti mano a mano che crescevo in senso di età e pittoricamente sono passato ovviamente a fasi di comprensione e quindi di “innamoramento” diverse seguendo un percorso interiore libero da ogni condizionamento diretto non avendo mai avuto, come spiegato prima, insegnanti di riferimento.

I “maestri” me li sono scelti da solo. Mi hanno insegnato attraverso le loro opere. Mi hanno fatto crescere e nell’elaborazione del mio stesso lavoro ho colto la chiave per aprire la porta successiva e in qualche modo per abbandonare via via tutti i maestri che ho incontrato sulla mia strada. Difficile, quasi impossibile quindi, fare i nomi.

Chi sa leggere la pittura troverà nella mia tutte le indicazioni e le tracce necessarie per comprendere.

Rimanendo molto aderenti alla propria intuizione, visione, inevitabilmente si lasciano tracce che qualcun altro coglierà…

io ho colto le loro, altri stanno già raccogliendo le mie!

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Probabilmente se sapessi esattamente cosa cercare, sarei meno motivato a cercare.

L’intuizione di una meta non è di per sé il fatto più importante, se non l’intuizione del fatto che questa crei la necessità di sforzarsi e di spingersi in un percorso molto spesso nuovo che idealmente e intuitivamente potrebbe portarci in quella direzione.

Il viaggio per arrivare alla meta in fondo è la vera meta.

Luogo-Avvenimento_2015_tecnica_mista_su_carta_intelata_cm.204×250

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

No, potrei forse solo accennare al fatto che sento di aver toccato nelle ultime tre mostre pubbliche (Palazzo della Penna a Perugia del 2014 dal titolo La pelle attraverso, Palazzo Poli a Roma del 2015 dal titolo Io abito qui, e l’ultima al Marca Museo delle Arti di Catanzaro del 2017 intitolata Paesagginterni) tre temi fondamentali che sono stati espressione di una ricerca sul corpo e nello specifico sulla pelle come ultimo confine tra il dentro e il fuori, sull’interno ma questa volta concepito come più in una sorta di indagine quasi psicanalitica sulla memoria (la memoria della memoria – l’anamnesi), e infine il paesaggio contenitore di uno spazio mentale.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mercato lo fanno i mercanti, è un dato di fatto, ed è assolutamente importante e necessario.

Nella migliore delle ipotesi dovrebbe lasciare l’artista libero di concentrarsi unicamente sul proprio lavoro, ma vivendo nel mondo reale, non sempre questo è possibile.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Io sono del ’58 e quindi ho conosciuto, all’inizio della mia vita pittorica, ma per molti anni, un mondo dell’arte e un mercato estremamente differente da quello attuale.

Si vive nel contemporaneo e quindi l’unico consiglio che mi sento di dare a chi oggi volesse vivere d’arte, per quanto banale sia, è quello di porsi in attento ascolto e comprensione delle dinamiche che regolano oggi il mercato stesso, cercando un equilibrio tra ciò che il mondo esterno ci chiede e ci impone e quello che è stato il nostro “sogno iniziale”, la nostra vocazione; fondamentalmente capire certi meccanismi senza perdere la propria onestà intellettuale e artistica.

Passaggio, 2017, olio su tela, cm 205×345

Pagina facebook: https://www.facebook.com/Alessandro-Papetti-221596781601213/

Sito: www.alessandropapetti.it

Francesco Cogoni.

 

 

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