Intervista a Vito Guardo

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Nasce fin da piccolo nella bottega di mio padre anche egli scultore, dove spontaneamente cominciavo a intagliare su legno.
Proseguo con gli studi, Istituto d’arte di Catania e trasferitomi a Firenze Istituto di restauro e a Roma Accademia di belle Arti con il grande Emilio Greco.
Finito il primo periodo di studio comincio la mia attività professionale di scultore.

 

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?
Durante il periodo di studi a Firenze sono immerso nell’arte massima del Rinascimento italiano e li decido di puntare tutto sulla mia passione per la scultura.
Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?
Lo scolpire fa parte di me in modo assoluto, ogni istante penso e trovo stimoli da qualunque cosa per ideare nuove opere…
C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?
…Quando inizio a scolpire seguo anche l’intuito e devo entrare in sintonia con la materia, deve essere un fluire di energia, non si può forzare la materia ti devi adattare a lei in modo armonico.
Qual è il tuo rapporto con il mercato?
Con il mercato ho avuto rapporti altalenanti, positivi ma anche difficili … Ci sono persone e addetti ai lavori a cui non interessa molto il tuo lavoro ma solo quanto possono utilizzarti e sfruttarti.
Il mercato dell’arte è una bolla speculativa gonfiata a dismisura … molto poco rimarrà di quello che è venduto a milioni di euro.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Vivere d’arte non è semplice ma si può, il mio consiglio è studiare, il dipingere lo scolpire e tutte le arti sono prima di tutto artigianato, tecnica e manualità, le mani devono saper lavorare e dopo si può creare qualunque cosa.
Francesco Cogoni. 
Precedente Lab-A, Associazione Factory e Bar Florio presentano Animalia Successivo TRATTI ILLUSTRI - Illustrazione contemporanea in Sardegna