Intervista a Thomas Lay

In occasione della mostra personale che si terrà da domani a Cagliari presso la Mediateca del Mediterraneo vi presento l’intervista a Thomas Lay.

La mostra “La bellezza del rigore” resterà aperta al pubblico dal 22 Gennaio al 3 Febbraio 2019.

 

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico professionale nasce concretamente in Giappone, verso la metà degli anni 90, in seguito allo studio del fumetto Manga.

Sono stato un pioniere in questo senso, perché a differenza di altri artisti occidentali, arrivati a Tokyo da professionisti conclamati, io sono stato l’unico straniero a formarsi direttamente in Giappone.

In seguito ho lavorato a lungo come assistente per la celebre mangaka Yumiko Igarashi, autrice fra l’altro di icone televisive come Candy Candy e Georgie.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

In gioventù ho vissuto a lungo a Parigi, dove oltre al disegno o studiato anche teatro; avendo poi un ramo familiare radicato in Francia da tempo, ed essendo tutti prevalentemente artisti, (danzatori, attori, musicisti), il mio contatto con l’eclettismo dell’ambiente artistico, si può dire cominciato proprio a Parigi. All’età di 18 anni.

L’artista (personaggio), che però ha maggiormente influenzato il mio cammino, e senza dubbio Yumiko Igarashi.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Il mio intento oggi è quello di unire la spiritualità/filosofia dell’ebraismo (essendo io stesso ebreo), con l’iconografia di un’arte specifica e piuttosto complessa come quella nipponica dei Manga, radicata nella cultura giapponese da secoli, (inizia con i manga di Hokusai).

Attraverso questo connubio tra due culture in apparenza così lontane, ma che in realtà hanno parecchio in comune, vorrei rendere meno impermeabile, inavvicinabile l’ebraismo, anche a coloro che non conoscono questa filosofia religiosa e di vita, spogliandola dei più obsoleti stereotipi che da sempre le sono affiancati.

Non solo: il mio è anche un concreto contributo alla lotta contro l’antisemitismo, oggi più che mai triste fenomeno in rapida e preoccupate crescita.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mio mercato è prevalentemente ebraico, si concentra tra l’Italia, Israele, USA.

Ho in progetto anche una serie di pubblicazioni, affinché chi lo desidera abbia la possibilità di conservare il mio lavoro a casa.

La produzione di volumi, cataloghi o art book è FONDAMENTALE per un illustratore.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Ai giovani artisti consiglierei innanzitutto di essere SEMPRE curiosi, di interessarsi al lavoro di altri artisti, anche sotto forma di differenti forme d’arte dalla propria.

Io stesso seguo molto la produzione di altri creativi, (fotografi, musicisti, danzatori, registi), sempre fonte di ispirazione e stimolo creativo.

Penso che l’obbiettivo FONDAMENTALE di ogni artista/creativo, sia comunque quello di trovare un suo “filone”, una forma espressiva possibilmente unica, quindi difficilmente competitiva.

Contatti: https://www.facebook.com/thomas.lai.3152

Francesco Cogoni.

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