Intervista a Luisa Siddi

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Penso che la scelta di incasinarmi sia iniziata, abbastanza lucidamente, quando ho letto qualcosa a proposito di etica-estetica.

Era all’interno di “Le parole e le cose” di Foucault.

In poche righe trovavo descritta perfettamente una tensione di stile che sento forte e che m’impedisce di vedere la mia esistenza differente da ciò che faccio, per mestiere e per ispirazione.

Si tratta di cercare di applicare uno stesso criterio estetico e di provare a prendersene le responsabilità.

E guarda che giro di parole mi tocca fare per non usare la parola arte.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Il secolo breve e le sue avanguardie.

E’ il senso dell’esplorazione, la volontà di trovare nuovi modi, la responsabilità dell’osservazione, le tracce che si lasciano lungo il sentiero.

Cosa cerchi attraverso l’arte della fotografia?

Quello che cerco in ogni mezzo/fine espressivo: relazionarmi con i vari piani della realtà, lasciandoci reciproci segni.

Mi piacerebbe conoscere meglio S’umbra e le sue attività, quando e come nasce? cosa tutto si può trovare da voi?

S’umbra è nata da due matti, Carlo Cioglia e io.

Pieno boom del digitale, noi apriamo un laboratorio di fotografia analogica, in un quartiere spopolato e scomodo da raggiungere.

A Castello, devi proprio aver voglia di andarci, non ci passi per caso.

S’umbra negli anni ha avuto tante apparenze, mantenendo la costante della camera oscura e di un metodo anarchista.

Attualmente ha un’anticamera nel vicolo, con vista periferica, all’interno c’è uno spazio espositivo, super contaminato, la biblioteca, una zona autoproduzioni, fino al cuore della camera oscura e al soppalco dei misteri.

Il tutto concentrato in poco e mutevole spazio.

Facciamo molta officina fotografica, circolo e cenacolo.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Pessimo, con il denaro in generale.

Ci vedo solo un mezzo e, siccome non ci vedo un simbolo, entra ed esce.

Forse anche perché è poco.

Ed è poco perché ho un pessimo rapporto con il mercato…

Cosa consiglieresti ad un giovane che vorrebbe vivere di quest’arte?

Spero che la sua avventura sia lunga, intensa e avvincente.

Consiglierei di non farsi imbrogliare, di ridere ogni volta che ne ha voglia e coprirsi quando fa freddo.

Contatti:

Pagina: https://www.facebook.com/sumbracagliari/
Instagram: https://www.instagram.com/sumbra_cagliari/
Mail: [email protected]
Telefono: 388 3615334

via san giuseppe, 17, 09124 Cagliari

Francesco Cogoni.

Precedente IN PROSA di Giulia Atzeri a S'Umbra Successivo Frottole & Vanità ecco il nuovo EP dei Glù