Intervista a Lady Valentine

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico nasce tre anni e mezzo fa, quando mi sono ammalata di depressione e ho intrapreso un percorso terapeutico con una psicoanalista.

Questo è il principio di tutte le opere che sono nate subito dopo.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo operare?

Sono troppe le persone che hanno influenzato il mio operare.
In realtà non ho degli Artisti o delle persone da indicare in particolare. 
Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?
Sono sempre stata una persona molto chiusa e dunque con la mia Arte cerco di aprirmi e di elaborare i miei traumi più profondi, raccontandoli a chi mi guarda.
Cerco l’empatia e la compagnia spirituale delle persone. 
Cerco di comunicare attraverso le mie opere che nel mondo nonostante tutto c’è ancora della luce.
C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?
Mi piacerebbe parlarvi del soggetto che mi ha scelta per rappresentarmi.
Spesso mi viene chiesto perché la bambola.
Da sempre mi sono sentita una Bambola, ma non per il lato estetico come si possa pensare, bensì per la sua funzione.
Non mi sono mai sentita libera di essere Valentina.
Sino a poco tempo fa ho vissuto rinchiudendo Valentina dentro me stessa per essere un altra. Un individuo plasmabile che interpretava un ruolo diverso in base ai desideri e alle aspettative di chi mi stava accanto.
Ed ecco che appena ne ho preso coscienza è nata la mia prima opera “Adonis” che ha aperto il resto della mia nuova collezione.
Qual è il tuo rapporto con il mercato?
Il mio rapporto con il mercato ora è pressoché inesistente, ci sto lavorando. 
Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?
Semplicemente consiglierei di non arrendersi, come sto cercando di fare io.
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