Intervista a Giulia Spano

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Nasce dall’infanzia, ho iniziato da piccolissima a dedicarmi al disegno assiduamente, in origine volevo diventare stilista, disegnavo vestiti molto fantasiosi per poi passare dagli otto anni in su al fumetto ed illustrazioni di alcuni miei tentativi di stesura di racconti per ragazzi. Quindi non so dirti con precisione quando nasce, è nato insieme a me.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo operare?

Il mio operare è stato sicuramente influenzato dalla famiglia, ho vissuto i miei primi anni osservando mia sorella, lei fece Il Liceo Artistico ed io passavo ore ad osservarla fare i compiti, la struttura della muscolatura, gli occhi, la sua passione per Modigliani, Van Gogh e Dalì, che in futuro, per quanto riguarda gli ultimi due, insieme ad Edvard Munch e Dechirico hanno influenzato molto la mia concezione di espressione visiva.

Un personaggio che io ritengo molto importante nella mia crescita artistica è sicuramente Jung, l’espressione dell’inconscio ed il surrealismo onirico sono per me il fulcro della connessione che voglio creare con il mondo materiale.
Lo stile di Tim Burton ed alcune tavole famosissime di Victoria Francés hanno sicuramente influenzato il mio percorso indirizzandomi sfruttando quei lati della mia personalità che maggiormente spiccano.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

Cerco di esprimere le emozioni nella maniera più pura, il mistero della psiche tutta sono per me un modo emblematico di esprimere Arte.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

Credo di aver già detto abbastanza a riguardo, l’onirico ed i meandri più cupi ed inconsci dell’animo umano fanno da capostipite alla mia ricerca artistica.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Il mio rapporto con il mercato, beh, per la maggiore ho sempre lavorato con privati e solo ora mi sto avvicinando al mondo dell’editoria dunque è abbastanza approssimativo ed incerto.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Non credo di essere in grado di dare consigli!

Per vivere d’arte oggi come ieri, ci vuole davvero tanta costanza ed impegno, coscienza del fatto che non tutti sono predisposti ad una sensibilità tale da poter riconoscere certe espressioni artistiche, dunque credo che per avere successo ci voglia una certa dose di fortuna ed una buona abilità di sponsorizzazione del proprio lavoro.

Anche se credo che ormai, con tutta la tecnologia odierna, credo che l’epoca delle vere icone artistiche e non solo in campo visivo, sia ormai terminata.

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Francesco Cogoni.

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