Intervista a Giulia Atzeri

In questi giorni, sino al 9 Novembre troverete la mostra Shattered esposta presso l’abracadabra tattoo studio di Cagliari in via Vittorio Emanuele 265 con le fotografie di A Mad Tea Party e gli interventi pittorici di Giulia Atzeri.

Ne approfittiamo per conoscerla meglio:

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?

Credo sia nato principalmente da bambina, quando ho iniziato a vagare nelle campagne del paese e vedere le “possibilità naturali” dei colori.

Crescendo ho cercato di mantenerli sempre vicini a me.

Ho studiato al Liceo Artistico con l’indirizzo di grafica, e questo mi ha aiutato a vedere le varie cromie in modo più ordinato e consapevole pur mantenendo lo stesso stupore.

Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Probabilmente il fatto di vivere in un piccolo paese mi ha costretto ad avere più tempo per “la noia”, che mi ha portato fortunatamente alla curiosità e alla ricerca.

I libri prima di ogni altra cosa: Dostoevskij, Hermann Hesse e Sergio Atzeni in particolar modo.

La musica che spaziava da un estremo a un altro, in modo repentino, con l’unica costante di De Andrè, dall’infanzia fino ad ora.

La bellezza della scoperta di Jackson Pollock ha rivoluzionato la mia visione dello spazio, Marc Chagall, Yves Klein, poi Mark Rothko e la meravigliosa Maria Lai. Potrei continuare ma vorrei provare a sintetizzare per tappe fondamentali.

Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?

La mia ricerca cambia, così come non riesco ad avere lo stesso pensiero per un lungo periodo. Principalmente me ne libero ogni volta che lo sento esausto dentro di me.

C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

Lo scarto, per ora credo sia il mio pensiero ricorrente.

Il fatto di dover scartare l’eccesso, che nel mio caso specifico sta nella pittura e nel colore escluso della tela.

Continuo a vederlo in ogni contesto, dalla cucina alla alla musica, dalla tela ai rapporti umani.

Continuiamo a scartare, nascondere e buttare ciò che giudichiamo troppo per un lavoro ottimale.

Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Al mercato trovi quasi sempre ottimi prodotti di stagione se sai dove comprare.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Consiglierei di non avere vizi, di essere il primi sostenitori di se stessi.

Ma i miei consigli valgono quanto una chiacchierata al bancone del bar.

Passo un terzo delle mie giornate in libreria, dove lavoro da nove anni, non saprei immaginarmi lontano dai colori e dai libri.

Contatti:

Instagram: https://www.instagram.com/giuliapetzi/

Facebook: https://www.facebook.com/g.atzeri/

Francesco Cogoni.

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