INTERVISTA A CRIDART

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Quando nasce il tuo percorso artistico?

Non so se tra i nativi digitali sia ancora usanza comune, tra i molto giovani, scambiarsi disegnini con dediche sui diari di scuola ma, ai miei tempi, era quasi d’obbligo ed era per me un momento emozionante; da sempre timido ed introverso trovavo in quel gesto un modo per esprimere il mio pensiero, allora molto semplice in effetti, e soprattutto per suscitare interesse nel prossimo attraverso i miei piccoli lavori.

Da allora ho cominciato ad immaginare che qualsiasi cosa mi fossi ritrovato a fare per vivere in ogni caso la voglia di creare e sperimentare non mi avrebbe più abbandonato.
Poi venne l’adolescenza e tutto finì…
Almeno fino a quando non incontrai la mia attuale compagna di vita, Mariacristina.
Il caso volle che proprio lei avesse invece scelto da subito la via dell’arte studiando prima al liceo artistico e poi all’accademia di Brera.

Per un motivo o per l’altro si ritrovò a fare altri lavori per vivere che niente avevano a che fare con ciò per cui aveva studiato e questo mi dava un certo sconforto.
Fu a quel punto che decidemmo di far valere i suoi studi e la mia esperienza personale per cercare di creare qualcosa che ci rendesse non sicuramente ricchi ma almeno appagati.
Nacque così, intorno agli anni ’90, il duo Cridart, acronimo di Cristina, Davide e arte.
Abbiamo cominciato a dedicarci alla decorazione di stoffe, porcellane, vetro ed oggetti di uso comune iniziando ad usare l’aerografo non solo per decorare ma anche per creare quadri astratti.
Abbiamo riciclato un piccolo forno per ceramica per creare bigiotteria artistica e piccoli articoli da regalo.
Per qualche anno abbiamo partecipato a fiere e mostre senza particolari emozioni…e poi venne il traforo.
Stimolati da opere di artisti noti abbiamo cominciato a decorare le porte di casa con intarsi moderni e da qui è nata la passione che ha dato il via ai nostri lavori più recenti e per noi, più importanti.

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Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro?

Nel tempo i nostri interessi sono mutati più in fretta del mutare delle stagioni. 
Ci piace sperimentare e anche se attualmente ci siamo focalizzati sui nostri intarsi particolari, ogni espressione d’arte che incontriamo durante i nostri spostamenti ci stimola a cimentarci in nuove avventure.

Difficile citare tutte le fonti della nostra ispirazione, la decisione di provare l’arte dell’aerografia è scaturita dall’ammirare le opere di giganti come H.R. Giger, Boris Vallejo, Ciruelo ma anche solo
dal guardare opere di “praticanti” per cui provavo la stessa ammirazione provata per i “mostri sacri” del settore.
Un po’ come per la fotografia, non l’ultima delle nostre passioni ma la meno approfondita: impossibile citare tutte le fonti di ispirazione per questa grandissima arte anche perché, i professionisti non ce ne vogliano, i social network dedicati ci rendono ormai tutti fotografi.(che bestemmia!!!).
Per quanto riguarda i nostri lavori in legno è stata fonte di ispirazione l’arte di Nespolo, del più recente Sansavini, ma anche qui del sano artigianato artistico cubano (e non solo) ci hanno stimolato non poco nel pensare alcuni dei più recenti lavori.
In effetti ciò che ci da l’input iniziale è la tecnica usata dai vari artisti che cerchiamo di assimilare e adattare alle nostre esigenze.

Cosa cerchi in arte?

Svanita quasi del tutto la speranza di poter vivere d’arte per noi rimane un gioco, un momento dedicato all’espressione di noi stessi, alla sperimentazione.

Quello che nasce dalle nostre mani lo facciamo per noi, per sentirci appagati per dare colore ai nostri spazi vitali, poco importa il parere dell’osservatore, l’importante e divertirsi creando…

Sarà anche per questo che casa nostra incomincia ad essere ricolma dei nostri lavori.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Come tante volte mi sono sentito dire e ho sentito dire in giro:
“Lascia perdere l’arte, vai a lavorare!”
Ho un po’ sintetizzato ma rende l’idea: non è proprio quello che penso ma è quello che cercheranno di dirti un po’ ovunque e in buona parte è vero.
Ci vuole forza, coraggio, carattere e spesso anche non bastano: valutate l’idea di viaggiare se dove vivete, l’arte non è apprezzata…

Altrimenti fate come noi:
Non smettete mai di credere nei vostri sogni ma mantenete sempre almeno un piede per terra.

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Francesco Cogoni.

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