Intervista a Bernardetta Olla

Quando e come nasce il tuo percorso artistico?
Nasce nel 1958 e muore appena mio padre lo scopre.
Fin da bambina amavo la pittura ma ho dovuto abbandonare perché a mio padre non piaceva l’idea che io diventassi una pittrice… quindi mi sono dovuta dedicare al lavoro e alla famiglia.
Rinasce nel 2005 quando incontro un’amica che mi propone di frequentare un corso regionale di pittura a olio
 che dura 2 anni, seguiti dalla professoressa Roscia, dopo il corso mi rendo conto che mi mancano le basi ed ho deciso di frequentare un corso di disegno al circolo d’arti.
Condivido i miei lavori su Facebook e vengo spesso contattata da alcuni galleristi e critici d’arte per partecipare ad eventi, in uno di questi ho vinto un concorso che mi ha permesso di partecipare gratuitamente ad una personale a Roma.
Il successo di quell’evento ha riacceso in me la scintilla tanto da convincermi definitivamente a continuare il mio percorso nell’arte.
Quali persone, artisti ed episodi hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?
Sicuramente la persona che ha maggiormente influenzato il mio percorso è stata questa amica d’infanzia.
Anni fa siamo andate insieme a vedere una mostra a Roma alle scuderie del Quirinale, la mostra dedicata a Caravaggio mi ha fatto innamorare subito delle “sue” luci e del “suo” buio chiamiamolo così…
Eralda Riscia e Luciana Fadda sono le artiste che hanno influenzato maggiormente il mio percorso artistico.
Cosa cerchi attraverso la forma d’arte che utilizzi?
Cerco un piccolo paradiso possibile dove trovare un rifugio…
C’è una parte nella tua ricerca artistica di cui vorresti parlare in particolare?

La ricerca della fibra di opuntia che con le sue trame mi trasporta in un

mondo Infinito…

Amo anche la scultura e tutto quello che riguarda la cultura Masai, mi affascina… 
 
Nella mia pagina troverai anche qualcosa su questo manichino che ha partecipato e vinto degli eventi, per realizzarlo mi sono ispirata al popolo che vive nella valle dell’Omo.
Qual è il tuo rapporto con il mercato?

Non Ho nessun rapporto con il Mercato.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte?

Di fare altro.

Francesco Cogoni.
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