Igino Panzino “Seguendo le regole in modo rigoroso, sono indicate dal pur fallibile mondo scientifico”.

Come procede la vita in questo momento difficile?

Seguendo le regole in modo rigoroso, visto che sono indicate dal pur fallibile mondo scientifico.

Stai lavorando a qualche progetto artistico?

Stavo lavorando a dei progetti di arte pubblica in collaborazione con degli architetti, ma ora è tutto sospeso per via della crisi sanitaria.

Ho dovuto rimandare anche una mostra personale che avrei dovuto tenere qui a Sassari.

Come è cambiata la tua arte in una condizione di semi isolamento come quella in cui ci troviamo?

Non mi sembra che ancora questa condizione abbia provocato dei cambiamenti nella mia arte, si vedrà in futuro, per ora come dicevo solo una sospensione.

Del resto anche la  mia età è un’età di sospensione, a giugno (virus permettendo) compirò 70 anni, un momento in cui non vieni più invitato a partecipare alle mostre perché troppo anziano e non ti organizzano un’antologica perché ancora troppo giovane.

Hai modo di tenerti in contatto e condividere la tua arte con i fruitori? Che ruolo giocano i Social in questa battaglia?

I social, per me in particolare FB, rappresentano l’unico modo per mantenere contatto con fruitori ed amici.

Che ruolo dovrebbe avere l’artista in questo momento storico?

Quella degli artisti è una categoria che non ha mai direttamente dato un tetto, una coperta, sfamato, dissetato o vestito nessuno (se non qualche mercante e gallerista), ma dal punto di vista di un impatto che potesse modificare le condizioni di vita materiale della gente, il lavoro di questa categoria è sempre stato ininfluente.

Ci siamo sempre soltanto preoccupati di aiutare a pensare e questo dobbiamo continuare a fare, dato che anche in momenti drammaticamente problematici come questi il pensiero potrebbe tornare utile.

Secondo te come cambierà il mondo, ma soprattutto i mercati dopo la fine del covid-19?

Questo è molto difficile da prevedere, l’unica cosa che possiamo dire è che se il mondo non cambierà, con tutta probabilità avremo i giorni contati.

Pur sapendo quanto sia difficile modificare modelli sociali e culturali radicati nella storia, nel tempo e nello spazio, dovremo  rivedere il nostro rapporto con la natura, frenare il consumismo imperante e mettere fine alla pretesa di sfruttare le risorse all’infinito.

Per quanto riguarda la vigente dittatura del mercato speriamo che il codiv-19 se la porti via e che l’arte cessi di essere semplicemente merce e torni a riprendere la sua dimensione di forma del pensiero umano.

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Francesco Cogoni.