Giovanni Manunta Pastorello “Sono abituato a vivere nel cambiamento”.

 
Come procede la vita in questo momento difficile?
Bene.
A parte le restrizioni.
La quarantena la vivo da anni.
Il mio record è quattro mesi di clausura.
Vedremo se batterò il mio record personale.
Stai continuando a dipingere?
No, avevo già una mostra pronta, che ovviamente è stata rimandata.
Dal settembre scorso ho iniziato una serie di lavori fatti con l’editor delle foto dello smartphone.
Ho continuato ad elaborarli anche su altri supporti.
La carta soprattutto.
Se la vogliamo considerare pittura allora non ho mai smesso.
Com’è cambiata la tua arte in una condizione di semi isolamento come quella in cui ci troviamo?
Non è cambiata.
Cambierà sicuramente.
Sono abituato a vivere nel cambiamento.
Con i piedi nel passato ed il naso nel futuro, dove sono impossibili i contagi.
Secondo me quello che ho fatto sino ad ora descrive bene il presente.
Persone isolate, la natura che si riprende il suo spazio, la vita dei microbi (virus, batteri, funghi)… Ora sto vedendo altro, ma credo che questo sia valido per la maggior parte degli artisti.
Hai modo di tenerti in contatto e condividere la tua arte con i fruitori? Che ruolo giocano i Social in questa battaglia?
Le mostre non si possono più fare per ora.
Per me i social sono facebook.
Lo uso per divertirmi, per comunicare e condividere.
La maggior parte dei miei collezionisti non usa facebook quindi…
Per me un punto di riferimento dovrebbe essere Chiara Ferragni per quanto riguarda i social ma io faccio un altro mestiere.
Che ruolo dovrebbe svolgere l’artista in questo momento storico?
Quello che ha sempre avuto; illuminare il futuro, creare immaginari, a cazzo di cane.
Non esistono gli artisti anticipatori, esiste la storia che prende quello che gli serve.
L’aver anticipato è una illusione perché certe volte funziona come un orologio rotto: due volte al giorno è esatto.
Quindi a furia di dire tutto ed il contrario di tutto a volte si centra.
Per questo preferisco la varietà.
Darwin insegna.
Secondo te, come cambierà il mondo, ma sopratutto i mercati dopo la fine del covid-19?
È già cambiato.
Basta guardare.
Quello che succederà…
Non lo so, confondo i desideri con le intuizioni.
Francesco Cogoni.
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