Diari notturni 014

“Tentativo di dissoluzione di una maschera”

Il significato delle maschere in gesso emerge nei miei studi dall’inno orfico ai Titani, che li evoca come spiriti ancestrali e fantasmi, o anche dal verso del poeta Euforione che nomina il “volto bianco come quello di un morto” di un personaggio rituale.

I Titani nel mito della uccisione di Dioniso, sono mascherati col gesso bianco e si accostano a lui con l’inganno, lo stesso stratagemma veniva utilizzato in un rito arcaico di iniziazione, in cui gli iniziatori apparivano al ragazzo da iniziare come spiriti ancestrali, o anime tornate dall’oltretomba che simulavano di ucciderlo.
Si dice che il gesso come mezzo di iniziazione derivi da un gioco di parole tra tìtanos “gesso” e Titàn “Titano”.
I Titani rappresentano in questo mito come la temporalità umana, evanescenti come la memoria, come spiriti tornati dall’oltretomba a prendere l’iniziato con loro, il fantasma che ritorna è il passato che riemerge nel ricordo, e questo è un punto essenziale.
Durante la Performance si mette in scena una lotta tra l’iniziato e la maschera, che affronta tanto fisicamente quanto psicologicamente.
Non a caso è Cronos il signore assoluto dei Titani, questi spiriti che non sono più ma sono ancora, vengono per portare l’iniziato nell’oblio, ma lui risponde alla privazione violenta di cronos con un gesto di distruzione, producendo attraverso l’atto un movimento doppiamente annientante.
Da una parte la memoria, che trattenendo il passato ne uccide definitivamente la presenza, la memoria sradica il presente rendendolo passato, e col rifarlo presente lo pone stabilmente come passato, ripresentare alla memoria in tal modo significa ricreare il passato, allo stesso modo il futuro ricordare sarà l’assassinio perpetuo del presente ricordato.
Se l’iniziato avesse la meglio sulle maschere di gesso bianco è rilevante questo senso di assimilazione di ciò che si è distrutto.
I resti di quel combattimento feroce giocato sul piano fisico e sul piano della memoria, non finiscono poi con l’andare dispersi.
La lotta è compiuta per la difesa dell’iniziato da questi “spiriti”, per non permettergli più di gravare come qualcosa di esterno ma sopratutto per essere assimilati, un modo per “mangiare i Titani” nella difesa del dio bambino.
La memoria che raccoglie e tiene insieme costantemente ogni cosa, fa si che il suo distruggere sia anche un conservare, un sistema per assimilare e ri-creare, al fine di racchiude in sé le differenti dimensionalità dell’ente (è stato, è e sta per essere).
Francesco Cogoni 3 set 2019
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