Diari notturni 004

Per cosa vale la pena vivere…
per cosa vale la pena morire, non lo so.
Ricordo la storia di un ragazzo, quel ragazzo ero io.
La gente spesso mi chiede, perché fai sempre quello stupido inchino?
Io non ho mai risposto, ma ora lo scrivo.

Premetto che ho sempre odiato la maleducazione, penso che una persona educata, sopratutto una che riesca a mantenersi educata in qualsiasi occasione, sia una persona di per se da prendere d’esempio.
chiudo questa breve parentesi, anche se bisognerebbe dilungarsi sull’argomento.
Ero arrivato a me e a quella domanda che mi ha sempre indisposto.
perché fai sempre quello stupido inchino?

Ho quindici anni, come premessa dovrebbe bastarvi, la vita non mi interessa, lo metto in chiaro da subito, probabilmente sareste i primi a darmi del pazzo, ma non vi odio per questo, vi capisco piuttosto, capisco la vostra incapacità di comprendere, capisco la vostra cecità, o meglio la paura che vi spinge a coprirvi gli occhi, son circondato di ombre spaventose, ma non le temo, bevo per farle scomparire, per non vedervi più, per non vedere i vostri ghigni immondi, le vostre assurde magagne, i vostri tranelli per sopraffare il prossimo senza pudore, caricature di voi stessi, cerco di soffocare nel fumo, muoio ogni giorno,
La vita non è altro che un suicidio lento che non voglio più assecondare, è la rabbia inespressa l’unico seme che ho ereditato da voi, come fate a non capire, così urlavo ad un pubblico di coetanei che non mi hanno mai accettato, ne capito.

Il mio volto accenna un sorriso, carezzato dall’alba e dal vento, seduto sul cornicione di questo bastione, che mi fa da palco ogni sabato sera.
Però è ora di uscire di scena.
Ma solo dopo l’ultimo inchino.

Francesco Cogoni 2006 (revisionato nel 2011)

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