Diari notturni 002

Ieri c’è stata una brutta alluvione.
Ora tutto si è calmato e sono andato a fare foto dei disastri, due gruppi distinti di persone mi hanno minacciato in due tempi diversi, come se documentare fosse una mancanza di rispetto.
Sono stato molto più discreto, anche noi ce la siamo vista brutta.

L’acqua ha portato parte della montagna nel paese, le strade in diversi punti sono state coperte di terra rossa, argillosa e pietrisco, sembra una grande installazione monumentale, la forza dell’acqua mi fa paura.

Penso che sarebbe bello allagare un museo, per far inzuppare i piedi ed i pantaloni ai visitatori che osservano i quadri famosi alle pareti come se nulla fosse.

Ho saputo che sono morte delle persone e accanto a casa è crollato il ponte di piazza Sardegna, un tempo non c’era la strada ma solo un fiume in cui le donne andavano a lavare i panni.

La tensione nella notte era palpabile, non ho dormito, non ho fatto altro che sentire il rumore dell’acqua, della pioggia, del vento, ed osservare dalla mia finestra l’acqua scorrere nella strada come un fiume, non ho fatto altro per tutta la notte, non potevo fare altro per tutta la notte.

Ho fatto tante foto e diversi video, ho camminato per tutto il paese ed ho visto molta sofferenza, le cose sono molto fragili, tutto può essere spazzato via dall’oggi al domani, mi piace quando le foto escono sfuocate o mosse perché riescono a dare meglio l’idea di quello che provo.

Sono passati pochi giorni e con la protezione civile ho aiutato alcune famiglie di Frutti d’oro a spalare e recuperare le cose dal fango, nonostante tutto quei gesti di comunione rendevano piene e felici le giornate di tutti, si riusciva persino a scherzare. In quei momenti la sofferenza non si respirava più.

Francesco Cogoni 2008

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