INTERVISTA AD OLIVIER BARETELLA

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Quando nasce il tuo percorso artistico ?

La mia vena artistica e sarcastica, probabilmente nasce con me. Già dai tempi della scuola, tutti i libri, anche quelli di Matematica privi di illustrazioni, erano disegnati ed illustrati fittamente nei loro spazi bianchi.

Disegni che realizzavo consciamente, ma anche sovrappensiero, quando annoiato seguivo le lezioni.

Oggi quei libri scarabocchiati, non avrei mai potuto metterli in vendita nel mercato dell’usato.

Comunque terminata la chiamata di Leva, dovetti rispondere ad un’altra più interiore e meno marziale, cioè imbracciare tele e pennelli, in realtà non sapendo inizialmente cosa farne.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo lavoro ?

L’arte che mi ha influenzato febbrilmente, si può racchiudere tra i Graffiti di Lascaux e quelli di Banksy.

Quindi nel mezzo vi sono artisti e correnti, dalle quali devo ripararmi essendo influenzato…

Scherzi a parte, in realtà ammiro ogni forma d’arte antica e moderna nelle sue più alte rappresentazioni, però avevo anche uno Zio bravissimo a scolpire il legno.

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Cosa cerchi in arte ?

Non lo so cosa cerco nell’Arte, ma forse è meglio che io non lo sappia, così posso continuare ad brancolare nel buio.

Pensa se avessi saputo cosa ricercare, magari trovandolo, sarei rimasto deluso ed avrei appeso le tele al chiodo … anche se ancora vuote.

C’è una parte della tua ricerca di cui vorresti parlare in particolare ?

Chi conosce un po’ i miei lavori sa che utilizzo sovente materiali che diano rilievo e che creino spessori materici nelle superfici che poi dipingo.

Inoltre ho utilizzato vernici fluorescenti per realizzare vari dipinti e ritratti, specialmente dedicati ai Miti del Rock.

Inoltre più sperimento e più mi rendo conto della importanza del fondo…, ma ciò non solo in pittura.

Qual’è il tuo rapporto con il mercato ?

Mah… , col mercato ci conosciamo di vista, ma non ci siamo mai frequentati seriamente.

Inoltre lo guardo sempre con diffidenza, perché secondo me è troppo materialista e veniale.

Io frequento più un mercato rionale, locale, al quale mi reco il martedì a comprare frutta e verdura, da ritrarre nelle mie nature morte.

Cosa consiglieresti ad un artista che vorrebbe vivere d’arte ?

Solo se è sovrappeso, lo inciterei caldamente ad intraprendere questa erta strada, in caso contrario, No.

Ultimo consiglio, per chi vuole mangiare con l’arte, non fate come Van Gogh…, i colori sono tossici !

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https://www.facebook.com/OlivierBaretella

Francesco Cogoni.